Un nuovo approccio sull’utilizzo dell’Osstell: ISQ come guida nelle riabilitazioni implantari

Uno dei maggiori problemi che deve affrontare un implantologo è quello di riuscire a valutare, oltre alla stabilità primaria dell’impianto in sede di inserimento, anche il livello di osteointegrazione per definire la tempistica della riabilitazione protesica.
Lo strumento maggiormente utili in tal senso è l’Osstell, ampiamente riconosciuto in letteratura da numerose pubblicazioni. Fondamentale è la conoscenza dei valori ISQ per valutare sia la stabilità primaria dell’impianto (stabilità meccanica) sia quella secondaria (stabilità biologica o osteointegrazione), in quanto quest’ultima può influenzare positivamente la tempistica della riabilitazione protesica e allo stesso tempo offrire maggiore fiducia sia al neofita sia al clinico più esperto.
Durante questo corso, il Prof. Trasarti, dopo diversi anni di utilizzo in un’ampia varietà di situazioni cliniche, ci esporrà un suo punto di vista che permetterà al clinico di effettuare una riabilitazione più sicura in tutte le circostanze cliniche che si troverà ad affrontare.
Vedremo sia in casi semplici, sia in casi post-estrattivi o di rigenerazione ossea come riuscire a conoscere esattamente sia la stabilità dell’impianto al momento dell’inserimento sia la stabilità secondaria data dall’osteointegrazione che, anche a seguito dello stesso approccio chirurgico, nello stesso sito anatomico o nella stessa rigenerazione ossea, può essere diversa da paziente a paziente.
L’obiettivo è quindi quello di definire un protocollo individuale che possa offrire sicurezza nel ridurre i tempi di riabilitazione, quando è possibile, o ritardare il trattamento in modo da avere una buona rigenerazione intorno all’impianto, evitando complicazioni.